19 Apr 2018

[GUIDA] SEO WordPress: come posizionare un blog

WordPress risulta essere uno dei migliori CMS (Content Management System) in circolazione per siti vetrina e/o eCommerce (in questo caso utilizzando l’estensione WooCommerce). WordPress è anche il miglior sistema di gestione di contenuti in termini di posizionamento SEO.

Qualsiasi azienda che voglia ottimizzare la SEO per WordPress dovrà adottare una serie di accorgimenti ed attenzioni, anche minimali, alla configurazione di un plugin fatto su misura: Yoast SEO.

Yoast SEO è il miglior plugin mai creato per le piattaforme WordPress. Può aiutare di molto il programmatore alla configurazione ottimale della SEO ed al successivo mantenimento. Ti permetterà di ottimizzare il contenuto del tuo sito effettuando un’attenta analisi delle keywords in esso contenute. Il plugin permette di:

  • creare titoli e descrizioni delle tue pagine e home page,
  • pulire i contenuti duplicati,
  • generare automaticamente file Sitemap,
  • visualizzare e modificare lo Snipped che uscirà su Google nel momento in cui l’utente cerca la tua pagina,
  • ottenere consigli su slug, titoli e parole chiave da utilizzare,
  • indicizzare solo le pagine che preferisci,
  • fissare link permanenti,
  • affibbiare un’immagine per ogni social.

Ma vediamo adesso più da vicino come configurare e curare la tua SEO con Yoast SEO. Una volta installato e configurato il plugin con il suo tutorial iniziale, sei pronto ad entrare nel vivo della configurazione.

#1 – Ottimizza le parole chiave per ogni pagina o articolo

Uno dei passi fondamentali, è ottimizzare ogni pagina del tuo portale con l’uso di parole chiave dedicate. Modifica la pagina e vai sulla parte di Yoast SEO. Inserisci la parola chiave principale della tua pagina, es. è la pagina dedicata alla “realizzazione siti web” e, queste tre parole, sono spesso ripetute all’interno del testo? Metti in “focus keywords” le parole “realizzazione siti web”.  Vedrai che il sistema, tramite l’utilizzo di “semafori” ti dirà a che punto sei con l’indicizzazione corretta della pagina e cosa ancora è da fare per migliorarla. Una volta configurate correttamente tutte le impostazioni, il SEO apparirà di colore verde. Il lato keywords/link può considerarsi concluso.

Attenzione soprattutto all’utilizzo delle parole chiave nel primo paragrafo. Il loro utilizzo risulta essere molto importante in termini SEO per WordPress. Anche qui ci corre comunque in aiuto il nostro plugin, nel caso ve lo dimenticaste, niente paura ci sarà lui a ricordarcelo.

#2 – Ottimizzazione dello Snipped Google: il titolo

Come detto prima, grazie al plugin si ha la possibilità di vedere in anteprima (e poter modificare) lo Snipped che uscirà su Google nel momento in cui l’utente cerca la tua pagina.  Il titolo che includi al principio del tuo articolo o della tua pagina e quello che inserisci in Yoast SEO, non sono la stessa cosa. Il primo è il titolo che l’utente vede una volta atterrato sulla tua pagina, il secondo invece rappresenta quello che si leggerà nella SERP di Google e sugli altri motori di ricerca.

È altamente consigliato infatti, includere la parola chiave inserita precedentemente anche nel secondo titolo (quello che visualizzerà Google per intenderci), in modo da aumentare il CTR da parte degli utenti che cercano quella stessa parola chiave.

 

#3 – Ottimizzazione dello Snipped Google: la meta description

Anche la meta description può influire molto sul tuo CTR (per intenderci il CTR è il rapporto tra le visualizzazioni ed i click. Se una pagina ha 40.000 visualizzazioni ma 2 click, c’è sicuramente qualcosa che non va ed il CTR risulterà essere bassissimo). Una meta description ben pensata potrebbe portare a cliccare un utente sul tuo annuncio piuttosto che su quello del tuo concorrente. Più CTR si ha, più Google considererà il tuo sito come rilevante e scalerai, in breve tempo, le vette della SERP.

Anche qui, l’utilizzo della keywords è fondamentale.

#4 – H1, H2, H3

Google presta molta attenzione anche alle etichette di intestazione che sono inserite nei tuoi articoli. Solitamente questi tag, sono utilizzati per suddividere paragrafi con l’utilizzo di titoli e sottotitoli. 

Di fondamentale importanza risulta essere il tag H1. Google si baserà su di essa per capire di cosa parla il tuo articolo. Usala quindi con parsimonia, ed assicura di includere nell’H1 le tue keywords più importanti. Il plugin ti ricorderà che tag mettere ed in che quantità.

  • <H1>. È il titolo del contenuto. Basta includerlo una sola volta.
  • <H2>. Usalo per dividere il tuo contenuto in paragrafi importanti. ATTENZIONE: Sconsigliato un utilizzo maggiore di 5 nella stessa pagina.
  • <H3>.Se il contenuto di ogni paragrafo è molto lungo, suddividili in sub paragrafi con questa etichetta. Massimo 10 sottotitoli.

#5 – Immagini con attributo ALT

Molti sottovalutano l’importanza del nome e dell’attributo ALT delle immagini. Controllate sempre di aver inserito un nome adeguato all’immagine che inserirete nella pagina o articolo (es. immagine di un Labrador in una pagina di un canile? Nome immagine: labrador-canilemilano.jpg; Attributo ALT: Immagini di Labrador del nostro canile di Milano).

#6 – Utilizzo delle URL corte

Oramai è risaputo: a Google piacciono le URL corte e semplici. Una cosa da tenere conto è che alla creazione di un articolo o pagina, WordPress crea automaticamente la URL dal titolo dato. Il consiglio che ti posso dare è da sostituire l’URL automatica con qualcosa di più consono e breve. Perché avere una URL del genere: www.niroinformatica.it/blog/news/19/94/2018/come-aumentare-il-proprio-page-rank-per-far-felice-google quando potremmo semplicemente ridurla, con qualche accorgimento, a questa: www.niroinformatica.it/news/aumentare-il-proprio-page-rank o, meglio ancora: www.niroinformatica.it/news/aumentare-page-rank.

Per modificare i vostri permalink, andata nelle impostazioni > permalink del vostro WordPress e modificate i parametri da lì, attenzione però, se il sito è già online, probabile che le pagine ed articoli in esso contenuti siano già indicizzati, rischiando errori o perdita di page rank, nel caso di cambio permalink improvviso. Affida la lavorazione ad un programmatore, per effettuare corretti redirect e correzioni alla sitemap e .htaccess del portale.

#7 – Link nofollow e nofollow

Come specificato poco sopra, ci sono due tipologie di link del quale bisogna assolutamente conoscere le definizioni:

  • Link dofollow: ogni link che crei in WordPress è un link dofollow. Questa tipologia di link aiuta ad ottenere autorevolezza per il portale linkato. Ogni sito, per aumentare la propria autorevolezza, ha bisogno di backlinks. E questi link dofollow sono proprio i backlink che servono. Fai aggiungere il link del tuo portale (dofollow) in altri siti autorevoli per aumentare tu stesso, autorevolezza per Google!
  • Link nofollow: hanno l’effetto contrario dei link dofollow. In pratica, tramite il loro utilizzo si dice a Google o qualsiasi altro motore, che non devono seguire il link e valorizzarlo.

#8 – Evitare contenuti duplicati

È sempre meglio evitare di copiare pagine, testi o articoli da altri portali. Il fatto di avere un testo uguale copia/incolla ad un altro portale è un inconveniente per il motore di ricerca il quale, non saprà quale delle pagine è l’originale, compromettendo il posizionamento e la credibilità dei siti stessi.

#9 – Inserimento sitemap e configurazione Google Webmaster Tools

Ultimo punto, ma non meno importante, la configurazione del Google Webmaster Tools. La piattaforma e la configurazione di questo strumento vanno di pari passo con l’attività di SEO e se il vostro sito è un sito dinamico (ovvero aggiornato frequentemente) Google Webmaster Tools è uno strumento imprescindibile. L’obiettivo del Webmaster Tools è che il tuo sito sia ben indicizzato e posizionato relativamente alla ricerca su Google.

Una volta configurato, la prima cosa da fare sarà inserire la propria Sitemap. In questo modo, il portale sarà sempre monitorato e, tramite la piattaforma, verremo a conoscenza se all’interno del nostro sito vi sono “link rotti”, error 404, di scansioni o simili.

Tutti questi punti di cui abbiamo fino ad ora parlato, saranno ben curati dal plugin Yoast SEO il quale, consiglierà sempre cosa e come fare ad ottimizzare le proprie pagine ed articoli. Segui sempre i suoi consigli.

APPUNTAMENTO A MARTEDÌ, CON UN ALTRO ARTICOLO DI APPROFONDIMENTO!

Come ottimizzare la velocità del tuo sito web o eCommerce

Vuoi rimanere aggiornato con le nostre ultime novità? Iscriviti alla nostra newsletter.

Share this
18 Gen 2017

Come ottenere visite e clienti tramite Google AdWords [Parte 1]

Sicuramente avrete sentito parlare in più occasioni della piattaforma pubblicitaria Google più chiacchierata e discussa: Google AdWords, il leader del Pay Per Click (PPC). È nello specifico, uno strumento di promozione del proprio sito web attraverso un posizionamento non organico, per cui a pagamento.

Nello specifico, ciò che si andrà a pubblicizzare tramite l’utilizzo di questo strumento si ritroverà sugli spazi predisposti da Google nella pagina dei risultati di ricerca (SERP) che gli utenti ottengono dopo aver cercato qualcosa di specifico sul motore di ricerca stesso.

cosa-e-google-adwords

Questo sistema è tra i più utilizzati dalle Web Agency come la nostra. Per ottenere il massimo risultato da un sito web, oltre all’ottimizzazione SEO, la quale prevede l’ottimizzazione del codice del sito, l’utilizzo di parole chiave all’interno di tag <meta> oltre ovviamente ad un content marketing eccellente e qualitativamente alto (che vedremo comunque in un articolo successivo), bisogna pensare anche alla SEM. La SEM sono tutte quelle pratiche da effettuare per pubblicizzare il sito su più canali possibili (eMail Marketing, Facebook Marketing, campagne Google AdWords,…).

Noi ora, vedremo principalmente con questa serie di articoli e pillole, la creazione di campagne o comunque un’infarinatura completa, di questo validissimo strumento marketing.

Come già detto, Google Adwords è la piattaforma più utilizzata (e performante) da chi fa Web Marketing e, ti dico subito, che non si tratta affatto di uno strumento semplice da utilizzare. Se vuoi fare tutto da solo, rischi soltanto di spendere il tuo budget inutilmente, sei sempre libero di farlo ma, nei miei articoli, ti do sempre una guida sul come si utilizza un sistema e su come partire con esso. Poi sta a te, decidere se studiarti in modo approfondito l’argomento o delegare a persone e/o Web Agency competenti come la nostra, lo sviluppo lato marketing.

I 3 elementi essenziali di una campagna AdWords

Per creare una campagna con Google Adwords bisogna conoscere assolutamente 3 elementi:

  1. Keywords (o parola chiave);
  2. PPC (Pay Per Click);
  3. Coerenza.

Per far funzionare bene la tua campagna, devi stabilire delle parole chiavi efficaci, poco competitive e coerenti con il tuo prodotto o servizio.

Vi sono due tipologie di campagna effettuabili con la piattaforma:

  • Rete di ricerca: Luca (nome puramente casuale di un fantomatico utente) ha bisogno di una caldaia nuova. Va su Google e scrive “caldaie“. I primi 3 risultati sono quelli pubblicizzati con Google AdWords e quelli, sono settati come “Rete di ricerca“.

rete-display-1

  • Rete display: Il giorno dopo, Luca naviga sul web e, mentre legge una notizia sul Corriere della Sera, alla sua destra, vede la pubblicità di una nuova caldaia, proprio quello che aveva cercato il giorno precedente tramite la ricerca di Google.

esempio-display

Quale scegliere? La differenza non è di poco conto e, la scelta, dovrà essere determinata dal target e, soprattutto, dal budget che si ha a disposizione.

Con AdWords intercettiamo una domanda consapevole ed un’intenzione all’acquisto specifica mentre, con Facebook Ads, intercettiamo una domanda latente, come già discusso in questa guida.

[CONTINUA NEL PROSSIMO ARTICOLO…]


Vuoi essere contattato per ricevere maggiori informazioni? Lascia la tua mail!

Share this

© 2011-2017 Niro Informatica | All Rights Reserved